Non tutte le tradizioni sono noiose: La Candelora

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2 febbraio 2010

Montevergine

 

Oggi Voglio raccontarti di questa tradizione della mia città natale, Mercogliano:

La CANDELORA

Era il 2 febbraio 2010, non faceva eccessivamente freddo, eravamo un bel gruppetto di ragazzi, circa 7/8 persone, che ero riuscita a coinvolgere nella mia idea.

Un mix di curiosità, ricerca e qualche panino ben imbottito ci portarono con zaino in spalla e telecamere al seguito a trascorrere questa giornata di ricerca su cos’ è la Candelora per chi la vive.

Ricordo il mio giaccone rosso che mi faceva distinguere nella folla di parrucche, castagnette e pura gioia.

A fine giornata i nasi e le guance arrossate ci accomunavano. La stanchezza tra le varie interviste e qualche tammurriata ci avevano stremato ma resi carichi di gioia e di tradizione.

Ho voluto raccontare questa mia esperienza che appartiene a tutti coloro che come chi come me vive quest’ esperienza ogni 2 febbraio e che cerca nella Candelora una festività religiosa ma anche un’ affermazione di uguaglianza di fronte alla nostra “Mamma Schiavona”.

 

 

“Il 2 febbraio per molti può rappresentare solo un giorno della settimana. Per chi come me, è Irpino, è la Candelora, la festa cristiana della luce.

La Candelora è una festività che mi ha da sempre affascinata per la particolarità con cui è vissuta nel mio territorio e di come unisca Sacro e Profano.

Questa tradizione popolare nasce da una leggenda che narra che due omosessuali, condannati per il loro amore, vennero abbandonati a morire senza abiti e al freddo nei boschi di Montevergine. Grazie all intervento divino della Madonna Di Montevergine (probabilmente la madre di uno dei due ragazzi), riuscirono a sopravvivere alla notte e ritrovati l’ indomani nutriti, vestiti. Data la natura miracolosa della loro sopravvivenza furono lasciati liberi di vivere il loro amore.

Da allora c’ è l’ usanza di rendere omaggio alla Madonna nello spiazzale dell’ Abazia di Montevergine attraverso canti e balli popolari della comunità Gay per questa azione di clemenza”.

 

Si ringraziano i numerosi collaboratori, i cortesi intervistati e l’ emittente Uanmtv.